Io e Chiara abbiamo finito la nostra ultima serie TV ed adesso dobbiamo trovare qualcosa che ci piaccia.
A voi la cronaca di questa ricerca perpetua e del perchè certe serie verranno amate o spietatamente bollate come CAGATE PAZZESCHE.

venerdì 13 gennaio 2012

Life's too Short



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Puntate viste: s01e01-07

Come la vede Chiara

Avete presente il politically correct? Bhe, scordatevelo!
Se volete una serie davvero davvero bastarda, se siete stufi del buonismo imperante e del "non si dice-non si fa", allora questa è la serie che fa per Voi!  Signore e Signori, dal suo metro e sette centimetri appena di altezza ecco a Voi: Warwick Davis, mio nuovo, preferito, adorabile, incontrastabile GENIO DEL MALE!

Il telefilm racconta in presa semi-diretta la vita del più noto (o almeno cosi crede lui) attore nano d'Inghilterra. Funziona come un documentario, il che è divertente, se si pensa a tutti i finto-documentari che hanno allietato i nostri pomeriggi su Mtv (Si. Guardavo gli Osbournes. E allora? Problemi?). Questo però, non è esattamente costruito per sembrare "vero". Ci sono delle forzature impossibili da credere, come gli strampalati personaggi di cui Warwick, attore sull'orlo del fallimento e in procinto di divorzio, si circonda: c'è il commercialista che usa il pallottoliere perché non è in grado di usare la calcolatrice, o l'assistente dallo sguardo vacuo come il suo cervello -una vera rivelazione-. Poi ci sono gli attori di contorno, quelli fissi ad ogni puntata come Ricky Gervais (e voi vi chiederete, e allora? chi è? Io non ne ho idea, ma se lo cercate su internet vedrete che è uno dei nomi più importanti del panorama british, uno di quelli che ha le mani in pasta in qualsiasi cosa e ha vinto tipo tutti i premi immaginabili) c'è Gervais dicevo che, stanco di vedersi arrivare Warwick in ufficio, si trasferisce nell'attico di un palazzo con il campanello posto molto, ma molto in alto... il perché se ci lavorate un attimo di fantasia lo capirete, mentre i personaggi one shot invece li conosciamo tutti: Liam Neeson, Johnny Deep, Helena Bonham Carter, Sting... e io non so cosa il regista e il produttore abbiano dato loro per farli "auto-sputtanare" in cotanta maniera, ma giuro, ci sono riusciti benissimo.

  
Giudizio Sintetico&Ponderato: Figata

sabato 3 dicembre 2011

The Tudors: un altro polpettone HBO?


Dopo molte settimane d'interruzione torno a scrivere di un'altra serie. In questo periodo ci siamo presi una pausa perchè abbiamo scoperto il non plus ultra del trash ammerigano: lo chef Gordon Ramsay. Adesso che abbiamo quasi terminato tutte le serie di HK possiamo finalmente dedicarci ai nuovi telefilm.


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Puntate viste: s01-s03


Come la vede Chiara


La serie, nota a tutti e piuttosto vecchiotta, non l'avevo presa in considerazione fino ad ora.
Nonostante la profusione di poppe e culi, questa serie non è targata HBO. E' invece una produzione irlando-americo-canadese (o americo-canado-irlandese) incentrata sulla strabordante e sfaccettata persona del re Enrico VIII, e delle sue tante mogli.
La prima cosa che mi è saltata all'occhio -e mi ha stonato non poco- è la diversità fisica che intercorre tra l'attore (Jonathan Rhys Meyers) e il re, che tutti conosciamo. L'uno è bello, moro e... bassino, mentre l'altro era un grasso, strabordante, enorme gigante rosso. A me quando sono tutti belli e depilati, se si tratta di un telefilm storico, non è che mi faccia impazzire. Penso sempre: dove sono i denti marci, le stanze che puzzano come latrine, i tafani e le piattole? Sono tutti troppo belli e puliti, e mai nessuno che storca il naso! E inoltre ci sono talmente tante inesattezze storiche da perdere il conto. In ogni caso la serie si fa guardare. Vuoi perchè il periodo è uno dei miei preferiti, vuoi perchè la ricostruzione degli ambienti è fatta da Dio, se non è passione, diciamo che mi ci sto divertendo.

Jonathan Rhys Meyers/Enrico VIII. Quest'attore poco c'incastra fisicamente con il re Tudor, tuttavia JRM non solo è belloccio ma è pure bravo, e chi ha visto Match Point concorderà con me. Il suo Enrico è volubile, libidinoso, arrogante, meschino: uno stronzo, tanto per intenderci. Immaginavo che Enrico VIII dovesse assomigliare più ad un Robert Baratheon che non a questo ragazzino dal faccino androgino. Eppure, puntata dopo puntata, mi sembra una scelta azzeccata.

Natalie Dormer/Anna Bolena. Ma perchè? La Dormen in questo ruolo davvero non ce la vedo. Ok, l'Anna reale non era uno stinco di santo, ma a me era sempre stata simpatica. La vedevo come una donna forte, volitiva e caparbia, tradita e condannata dagli affetti a lei più cari. L'Anna del telefilm è invece meschina e cattiva, manovrata ma d'accordo con i suoi familiari. Comunque l'attrice è accattivante, forse il ruolo della civettuola Margaery Tyrell le renderà giustizia (spero!)

James Frain/Cromwell. Avete presente il prezzemolo, che va ovunque e te lo trovi sempre tra i denti? James Frain è così: lo scovo in ogni film o serie che guardo e mi mette sempre un po a disagio. Saranno quelle sue orecchiette da pipistrello.

Gli alti prelati: e qui la produzione ha preso il top del top: nelle prime tre stagioni si alternano Sam Neil, Peter O'Toole e Max Von Sydow. Mica pizza e fichi.

The Tudor è una soap-opera storica ben confezionata. Ci sono gli intrighi, tutti i personaggi noti, e pure gli abiti giusti. Grande risalto è dato ai personaggi di contorno, come il maestro Holbein (che per intendersi era il pittore che ha ritratto tutti i vip a corte). E' in parte divertente ma a tratti anche impegnativa (la riforma della Chiesa non è proprio una passeggiata). Insomma: si guarda bene per quello che è.
Per il resto, leggetevi la storia.


Giudizio Sintetico&Ponderato: Gradito Passatempo.

venerdì 11 novembre 2011

Happy Town


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Puntate viste: s01e01-e08 (tutte)


Come la vede Roberto

Volete un mystery intrigante, conturbante, rutilante, trascinante e, alla fine, urticante (nel senso che procura un fortissimo urto di nervi e la voglia di buttare nudi fra le ortiche gli sceneggiatori)?
Siete nostalgici di Twin Peaks?
Vi piacciano le ambientazioni rurali e boschive?
Bene, allora questa è la serie che fa per voi: Happy Town (sorridete e siate felici, prego, cittadini!).

Nata probabilmente come serie estiva da 13 episodi, ma cancellata alla sesta, ha avuto gli ultimi due episodi aggiunti solo per il pubblico del web, per cercare di dare un finale dignitoso a una serie che sembra una mia avventura da gioco di ruolo: ovvero, sontuosa premessa, miliardi di possibili sottotrame, cliffhanging mantenuto abilmente fra una puntata e l'altra, citazioni a iosa, ma un finale assolutamente raffazzonato, di quelli dove i giocatori minimo ti prendono a colpi di dado in faccia, e con più punti interrogativi di quanti (e credetemi sono parecchi) l'intera serie aveva posto nelle prime sette puntate.

La trama ruota attorno alle vicende di un piccolo e ridente paesino dei boschi del Minnesota (ma gli esterni sono girati per lo più nel vicino stato dell'Ontario – se non ci fosse stato il Canada e i suoi set meno costosi, ci saremmo persi il 70% delle serie televisive americane per questioni di mero budget), dove negli anni precedenti diverse persone (ragazze, donne, bambine, anziani, di tutto, insomma) sono sparite senza lasciare traccia, rapite dal fantomatico "Magic Man". L'improvviso cruento omicidio del guardone del luogo (operato tramite conficcamento di bullone da binario in mezzo alla fronte!) mette nuovamente in apprensione lo sceriffo del luogo, che, per non sapere né leggere, né scrivere, decide di punto in bianco di impazzire, chiudersi nell'ufficio e cercare il suicidio amputandosi la mano sinistra... ditemi se non vi sembra un inizio meritevole di visione, eh?
Aiutati da un cast piacevole, con un gigionesco Sam Neill nel mefistofelico ruolo di un venditore di cimeli del cinema muto (in un paesino di cento abitanti scarsi nel Minnesota???? Altra idea grandiosa e citazione se vogliamo dal pessimo Cose Preziose), una sorta di sosia della Jovovich (senza gli zombie di Resident Evil, però) nel ruolo di una misteriosa ragazza in cerca di un misterioso oggetto, all'interno di un pensionato abitato dalle allegre comari di Haplin (nome del paesino), simpatiche e arrapate vecchiette in brodo di giuggiole per l'unico ospite maschio della locanda, il suddetto Sam Neill, per non parlare poi di un'allegra combriccola di fratelli redneck, cinque in tutto, uno bellissimo, quasi un modello, gli altri 4 usciti dal profondo del Texas di Non Aprite Quella Porta, uno più scemo e delirante dell'altro. Insomma, premesse e svolgimento grandiosi, situazioni che passano dal truculento al tongue in cheek, in perfetto stile Dead like me incontra Criminal Minds, una sottesa arietta soprannaturale che sbeffeggia Twin Peaks –da me mai particolarmente amato, per gli eccessi psichedelici di Lynch – fin dal collocare il suo paesello di Haplin a poche decine di miglia dalle "twin cities" Minneapolis e St Paul, ma soprattutto con un altro federale fuori di testa che fa il paio con il Kyle McChlaclan dell'originale.
Potrei parlarvi di questa serie per ore, tanto è piaciuta a me e alla consorte, ma purtroppo, le necessità di dare un finale in fretta e furia per il taglio dichiarato dall'implacabile legge dell'audience (terribili forche caudine sotto le quali sono passate fior di serie, a partire da Firefly, tanto per fare un esempio) hanno bruscamente sminuito il valore del tutto, con un finale raccapricciante e irritante (e siamo a 7 attributi in "ante", non male), calato dall'alto come il peggiore dei deus ex machina (ma forse meglio che non il finale di Flashforward – altra serie di cui parlerò in futuro, forse), e del tutto non risolutivo, anzi. Resta comunque un telefilm da vedere, da godere nei dettagli (magari in originale per cogliere meglio alcune battute e citazioni – del tutto fuorviate dalla traduzione italiana, fin dai titoli dei singoli episodi – cito solo uno e smetto: l'ultimo episodio, che richiama il classico del western Un dollaro d'onore, e tutti i successivi cloni, in particolare qui il meraviglioso Distretto 13 le brigate della morte di Carpenter, si intitola appunto "Blame it on Rio Bravo", mentre i buontemponi dei traduttori italiani lo hanno intitolato "Coccodrilli al ballo"....), magari da rivedere ancora per capire cosa ci sia sfuggito alla prima visione.

Valutazione puntate da 1 a 8 tranne il finale
Giudizio Sintetico&Ponderato: Epic

Valutazione obiettiva dopo il finale
Giudizio Sintetico&Ponderato: Caruccio

mercoledì 26 ottobre 2011

Last Man Standing... dategli una sedia!


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Puntate viste: s01e01


Come la vede Lapo

"Cosa vediamo stasera?"
"Ora cerco"

La ricerca deve essere completata prima che la cena sia in tavola, altrimenti la cena si fredda e gli animi si surriscaldano ;-D
Quando ho pescato questa serie era una di quelle sere in cui stavo per andare fuori tempo massimo ed il solo titolo mi ha convinto.
Già sapevo che era una serie sull'ennesima famiglia ammerigana, non mi aspettavo il carisma di un Gannicus, ma nemmeno il piattume che mi è stato propinato. Il correttore ortografico mi segnala piattume, se volete leggete pure pattume: essendo una commedia i due concetti sono così vicini come lo sono ortograficamente.

In breve l'ultimo uomo rimasto in piedi a fronteggiare la modernità è il padre della famiglia composta da:
Madre avvinazzata, le signore di classe benestanti hanno tutte un cocktail in mano nei telefilm, questa che non lo è e deve tornare a lavorare perché c'è la crisi si fa di vino.
Figlia maggiore single e con figlio a carico ossessionata dalle insulse "giornate del bacon" inventate alla caffetteria dove lavora.
Figlia di mezzo classica svampita teenager ammerigana che pensa solo a Glee ed al suo 'amore' Travis.
Figlia minore che deve aver visto "Sognando Beckham" da piccola e ne è rimasta traumatizzata a tal punto da scegliere il calcio come sport.

Il dramma del nostro protagonista non è tanto l'esser costretto a vivere in un mondo di donne che non sanno nemmeno cambiare la gomma bucata della macchina (nella sua ottica quello rappresenterebbe la normalità dove può far valere le sue doti da uomo vero), quanto quello di vivere in un mondo in cui anche l'inutile ragazzo della figlia (Travis) non sa cambiare una ruota della macchina!
In questo suo inferno personale il nostro eroe riesce ad affrontare anche la modernità allo stesso modo di come affronterebbe la solita gomma che Travis non sa cambiare. E' così che curando il sito web della ditta mette in rete un un suo filmato promozionale che si trasforma in uno sclero contro Travis e l'uomo moderno e fa guadagnare una quantità spropositata di visiste al sito.

Tutto è bene quel che finisce bene?
Magari, visto che il personaggio più interessante di tutta la puntata (Travis) è solo un nome senza una faccia.
Il resto è il nulla più totale, basti il fatto che per ricordarmi come si chiamava la serie per recensirla c'ho messo 3 giorni e l'unico nome/trama che mi ricordi sia quella su un personaggio inesistente come Travis!!!

Giudizio Sintetico&Ponderato: Inutile



Come la vede Chiara

Come può un uomo sopravvivere a moglie e tre figlie senza impazzire?
Facile: facendo l'UOMO.
E siccome l'uomo ha da puzzà, il protagonista della serie è un surplus di maschilismo stereotipato: va a caccia, ha una passione per le armi, fa battutacce sessiste, insulta gay, pacifisti e riesce persino a ridicolizzare la politica (non brillante) di Obama; il tutto stemperato tra una risata (finta) e l'altra, tanto che non ti accorgi neppure di quello che stai davvero sentendo.

All'ennesima battuta, ho fatto due conti:

-Il protagonista rientra da un viaggio di lavoro in Alaska.
-E' un appassionato di armi e di caccia.
-La figlia maggiore è rimasta incinta e adesso fa la mamma single a casa con i suoi.

E qui mi è sorto il dubbio:

... ma invece che Last Man Standing non potevano chiamarlo direttamente:
"Casa Palin"???

Giudizio Sintetico&Ponderato: Inutile

martedì 11 ottobre 2011

The League, il fantacalcio all'americana


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Puntate viste: s01e01


Come la vede Lapo

Partiamo da un presupposto: il football americano è lo sport più seguito d'america ed il famigerato Super Bowl (la partita finale del campionato) è paragonabile a quella che è una finale di coppa del mondo in cui gioca l'Italia per il nostro paese.
Così come in Italia si gioca al fantacalcio allo stesso modo in america si gioca al Fantasy Football.
Per dare un'idea di quanti americani giochino una o più leghe di Fantasy Football a me è bastata l'esplosione di messaggi sull'argomento che ha caratterizzato l'inizio della stagione tra TUTTI (nessuno escluso) gli ammerigani che seguo su twitter.

Un gruppo di vecchi amici, ognuno coi propri piccoli/grandi problemi personali, ma disposti a tutto pur di vincere la lega di Fantasy Football che organizzano da anni è materiale perfetto per una sitcom.
Tanto per fare un paragone è come il rendere fruibile The Big Bang Theory ad ogni singolo spettatore ammerigano.

E si parte subito in quarta nella prima puntata, quella in cui si mettono all'asta i giocatori che faranno parte delle squadre di ognuno. Uno dei protagonisti, pur osteggiato dalla moglie ed oberato di lavoro, discute di formazioni nel suo unico momento libero della giornata: mentre è al cesso.
Un altro conosce un ragazzino di 9 anni che è una sorta di Oracolo del Fantasy Football ed inizia a tampinarlo così insistentemente per avere delle dritte sui giocatori da comprare che finisce denunciato come pedofilo dai genitori del piccolo.

Ecco questi due sono i momenti di più alta comicità della puntata e se vi hanno fatto schifo andate subito al giudizio.

Il resto è un'accozzaglia di insulso umorismo da caserma che anche i Vanzina si sarebbero rifiutati di usare in un cinepanettone e situazioni che non hanno ai miei occhi nulla di comico.
Tanto per capirsi uno dei protagonisti scopre che la canna che gli avevano dato da fumare da ragazzino era fatta con i peli pubici di uno degli amici e si passano 5 minuti buoni a disquisire esattamente da quale parte della zona pubica provenissero. In un'altra scena la moglie di uno dice davanti a tutti (mariti e mogli comprese) che stanno provando anche loro ad avere un figlio, ma purtroppo il marito ha lo sperma lento e lui risponde imbufalito che magari è colpa della moglie che insiste nel momento culminante del finale travolgente a mettergli un dito nel... e ci siamo capiti.

Mi viene in mente Jim Carrey che in scemo e più scemo fa a gara di scorregge; una scena ricca di aulica poesia al confronto con questa serie.

Giudizio Sintetico&Ponderato: UNA MERDA
Giudizio MENO Sintetico&Ponderato: Tutte le altre merde che ho recensito cagano in testa a questa MERDA


Come la vede Chiara

A Chiara nemmeno la propongo (ndLapo)