Io e Chiara abbiamo finito la nostra ultima serie TV ed adesso dobbiamo trovare qualcosa che ci piaccia.
A voi la cronaca di questa ricerca perpetua e del perchè certe serie verranno amate o spietatamente bollate come CAGATE PAZZESCHE.
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giovedì 17 gennaio 2013

Segnalazioni d'autore: Feels like Haven

L'instancabile Roberto continua a sfornare le sue recensioni d'autore.
Vi ricordo di seguire il suo blog: di tutto un Poe


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Puntate viste: Tutte
Come la vede Roberto

Quanti di voi si ricordano di Feels like Heaven e dei Fiction Factory? La canzone risale alla fine del 1983, ma forse - grazie a Radio Capital TV e ai suoi video vintage - anche i più giovani tra i lettori del blog potrebbero averla sentita. Non che la cosa importi molto, visto che ho semplicemente preso spunto dal titolo per parlare di una serie televisiva appena giunta al termine della sua terza stagione: Haven.

Prodotto della fertile, ma spesso sconclusionata, vena creativa del canale televisivo SyFy (e approdata nel nostro Paese prima su Steel, poi su Rai4), la serie si ispira (in maniera, molto, ma molto, ma molto, libera) al racconto The Colorado Kid di Stephen King (mida del fantastico, perennemente sopravvalutato). Narra le vicende di un agente donna, Audrey Parker (la quasi sconosciuta Emily Rose - in precedenza nota per aver dato voce e corpo a una delle eroine del gioco d'avventura per PS3 Uncharted), in uno strano paesino del Maine (ovviamente, trattandosi di King), Haven, appunto. Il termine in inglese, significa, tra le varie cose, anche "rifugio, e qui ci si riferisce a come il luogo "faccia buca" (per usare una nostra colorita ma comprensibile perifrasi) per tutte le persone "dotate" di un qualche potere anomalo (che come nel caso dell'eccellente sequenza di racconti super-eroistici delle antologie Wild Cards, ideate da George R.R.Martin, prima del trionfo di Game of Thrones, spesso o quasi sempre sono assurdi e debilitanti per chi li possiede e l'intero paese).

Nei tre mezzi anni di programmazione (si trattava inizialmente di una serie estiva - cioè da 13 episodi, promossa nell'ultimo anno a serie autunnale, ma rimasta comunque a quota tredici, come numero di puntate), le avventure dell'agente Parker e degli altri strani eroi di Haven (in particolare, lo sceriffo Nathan Wuornos - altro attore emerito sconosciuto, Lucas Bryant - e il simpaticissimo anti-eroe Duke Crocker - il moderatamente famoso Eric Balfour, già in 24 e in film come il remake di Non aprite quella porta e Skyline, ma già giovanissimo nei primissimi episodi di Buffy l'ammazzavampiri; senza dimenticare i fratelli-coltelli Dave and Vince, giornalisti ed editori del giornale locale, conoscitori di molti dei segreti del posto, e le comparsate di uno degli eroi del wrestling, Edge) si sviluppano attraverso una continua serie di sorprese e di colpi di scena, che via via che passano le puntate, si strutturano in una trama portante che nella terza serie prende il sopravvento e prelude a un cliffhanging che sicuramente è stato scelto dopo la decisione di giungere a una quarta stagione...

Per molti versi simile al cult anni Novanta X Files, Haven soffre un po' degli stessi difetti: se molte delle idee iniziali sono indubbiamente buone (come la presenza di persone con "problemi" - definizione politicamente corretta per individui la cui presenza porta solo morte e distruzione per quelli che incontrano -con l'agente Parker immune ai loro effetti, che periodicamente torna nel villaggio - una volta ogni 27 anni, a partire dalla prima comparsa negli anni Cinquanta del XX secolo - per porre rimedio alla loro ricomparsa ciclica), i personaggi azzeccati (anche se in certo modo stereotipi), gli attori bravi, gli sceneggiatori altrettanto abili (c'è la mano - almeno come produttore - di uno dei grandi del fantastico televisivo dell'ultimo quindicennio, J.J.Abrams), la prevalenza di una trama iper-ramificata sottostante a tutto quanto alla lunga stanca, si notano miriadi di incongruenze, si sente la pressione di non sapere quando dover porre termine a tutto quanto (il dramma delle serie televisive odierne, eccessivamente vittime esclusive dell'audience, ballerina per definizione) e quindi la necessità di lasciarsi spazi per conclusioni improvvise e prolungamenti indefiniti. Nel complesso però, i pregi sono superiori ai difetti e, senza entrare in ulteriori dettagli per non sciupare la visione a chi non la conoscesse, mi sento di poter dire che se gli anni Novanta erano stati, per gli appassionati del fantastico paranormale, gli anni di Mulder e Scully, questi primi anni della seconda decade del XXI secolo possono essere, per lo stesso tipo di pubblico, gli anni di Parker, Wuornos e Crocker (atipico triangolo, che meriterebbe ben più di un post e spiegazioni più dettagliate, che non mi sento di fare, per non rovinare con troppi spoiler la scoperta dei loro segreti via via che passano le puntate).

Forse poco vista da noi, anche per la programmazione su reti di secondo piano (nonostante Rai4 ormai da tempo sia il vero punto di riferimento per gli appassionati di fiction fantastica nostrana), Haven è un telefilm che raggiunge meritatamente la quarta stagione: speriamo che gli sceneggiatori siano sufficientemente abili da non alterare troppo gli equilibri faticosamente raggiunti e capaci di dare un senso compiuto all'intero baraccone (le cui falle cominciano pericolosamente a fare acqua quanto a coerenza) in attesa del finale (auspicabilmente la prossima stagione sarà l'ultima, altrimenti tempo un vero e proprio disastro di trama, come sta avvenendo - parere personale - con Fringe, di cui parlerò un'altra volta). E già che ci siete, se non la conoscete, ascoltatevi anche Feels like Heaven dei Fiction Factory, che non è niente male come possibile emblema dei favolosi anni Ottanta...

mercoledì 16 gennaio 2013

Segnalazioni d'autore: Revolution

Con colpevole ritardo pubblichiamo un nuovo articolo dalla penna del buon Roberto. Vi ricordo di seguire il suo nuovo ed aggiornatissimo blog: di tutto un Poe



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Puntate viste: s01e01

Come la vede Roberto

In questi giorni di fine vacanze e con ancora molte delle serie che seguo ancora ferme ai box a smaltire pandori anche Oltreoceano (Melegatti, come insegna la pubblicità), è giunta l'ora di tirar fuori dal cassetto... pardon, dalla chiavetta usb, il pilot di una serie che ha già riscosso un discreto consenso (a quanto sento) di pubblico a opera degli Ammerigani (con 2 emme e la gi, perché il telefilm, come sentirete è molto, molto, molto, "ammerigano"): Revolution (titolo evidentemente preso dalla celeberrima canzone dei Beatles, visto che nei titoli c'è anche un gioco di parole con "Evolution" - termine che compare nella seconda strofa del testo - ma potrebbe anche essere solo un caso, vista la banalità della rima).

Due parole sulla trama (per ora ovviamente solo abbozzata): un bel giorno sparisce dal mondo ogni forma di energia (quella elettrica, ma anche batterie, motori, etc) e l'umanità torna a prima della rivoluzione industriale. Con un flashforward di 15 anni, seguiamo le vicende di una famiglia (fratello e sorella tardo adolescenti, e matrigna cinica e feroce, che gira con del whisky avvelenato da offrire a eventuali banditi incontrati per strada...) costretta a fuggire dal pacifico villaggio dove vivono dalla milizia del governo Monroe (una delle tante repubbliche in cui sono rinati i nuovi States dopo la catastrofe), in cerca dello zio Miles (un ex sergente dei marines, in confronto al quale Ezio Auditore è un novellino nel maneggiare spade e coltelli, come dimostra una - discreta, anche se molto Hong Kong style - scena della parte finale del telefilm, dove affronta e sconfigge praticamente da solo una dozzina abbondante di avversari - che, ovviamente, pur armati di balestre e fucili - su questi torneremo dopo - si dimostrano incapaci di usarli e preferiscono farsi scannare in corpo a corpo). Oltre a questo, il pilot fornisce alcuni altri spunti di sviluppo di trama che ovviamente saranno seguiti, immagino, nelle puntate successive.

Ci troviamo di fronte, quindi, all'ennesimo telefilm post-olocausto o simile, dopo Walking Dead (del quale per adesso ho potuto vedere purtroppo solo il pilot della prima serie, causa eccessiva sensibilità della consorte, ma spero di rimediare in futuro) e Falling Skies (del quale ho visto il pilot, e mi è bastato), con premesse diverse, ma sviluppo immagino similare. In realtà, la cosa cui più somiglia è il bistrattato film di Costner L'uomo del giorno dopo (ovvero The Postman, dal bel romanzo di David Brin), che invece a me non era dispiaciuto. L'impressione iniziale non è malissimo, anche se ci si muove su strade percorse tante e tante volte, sia nella fiction narrativa sia in quella televisivo/cinematografica (per non dire videoludica - Fallout?!?). Molti dei volti presentati sono praticamente sconosciuti (come la protagonista femminile, somigliante alla Kirsten Stewart della saga di Twilight... sarà un caso che il protagonista maschile, il Miles "EZio Auditore" di cui sopra sia quel Billy Burke che nella saga licantropo-vampirica della Meyer è il padre di Bella?!? Bah! Misteri del casting...), ma si rivede nel ruolo del capo dei miliziani a caccia della famigliola quel Giancarlo Esposito che in Once Upon the Time è l'incarnazione dello "specchio, specchio delle mie brame" della Regina Cattiva, e, soprattutto, nel ruolo del "cattivo" Monroe (altro sergente dei marines, compagno d'armi di Miles) quel David Lyons che avevo indossato i panni dell'eroe mascherato di The Cape, nella sfortunata serie televisiva di un paio di anni or sono, caduto sventuratamente sotto i colpi dell'ascia dell'audience.

Il pilot e l'ambientazione pullulano di altri difetti più o meno gravi (per esempio, perché fra le varie cose che smettono di funzionare ci sono anche le armi da fuoco moderne, tanto che i miliziani rispolverano improbabili fucili ad avancarica dei tempi della Rivoluzione Americana (oops... Ammerigana)?? Perché è più figo, o perché c'è dietro una spiegazione logica? Sono curioso di conoscerla...), ma le improbabilità storiche o gli errori marchiani affollano da sempre la cinematografia mondiale (ammerigana in particolare...) e nonostante questo, tappandosi bocca, orecchie e naso (lasciamo aperti almeno gli occhi, e spegniamo il cervello) si riescono a vedere - divertendosi anche - film come Il Gladiatore e (sfioro l'eresia... preparate il rogo) Troy.

Sospendo quindi il giudizio su Revolution, in attesa di vedere se varrà la pena vedere qualche altra puntata al rientro in massa delle serie di ritorno dalle vacanze (sono già in attesa delle ultime puntate della stagione di Haven, del ritorno di Castle, Criminal Minds, Elementary, Arrow e - ebbene sì, alimentate il rogo già allestito in precedenza - Glee), ma non ne sentirò troppo la mancanza se poi non potrò farlo.

martedì 4 ottobre 2011

Terra Nova Vita Nova


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Puntate viste: s01e01

Come la vede Chiara

Nell'anno 2149 l'umanità ha quasi finito tutto l'ossigeno respirabile, sommerso ogni centimetro quadrato di spazzatura ed ha problemi di sovrappopolamento talmente gravi che i governi del pianeta hanno stabilito che la famiglia perfetta dovrà essere composta da solo 4 elementi, due genitori e due figli, pena l'arresto. E' in questo clima devastato che gli scienziati americani scovano un passaggio, una falla nello spazio-tempo, che collega il mondo attuale con quello dei dinosauri, distante 85 milioni di anni nel passato. La nuova terra è immensa, verde, lussureggiante. Ogni giorno vi splende il sole e l'aria è fresca e fragrante. Vengono così organizzate spedizioni con alcuni gruppi di fortunati: a Terranova ci si va per meriti specifici (se siete dottori, ingegneri, agricoltori: siete salvi) oppure tentando la fortuna con la lotteria. Tutti gli altri dovranno continuare a vivere e a morire nella monnezza.

Ed eccoci arrivati ai protagonisti della serie, la famiglia Shannon, composta da papà Jim (poliziotto, rimasto in carcere 5 anni per aver scazzottato un superiore), mamma Elizabeth (dottoressa), primo figlio Josh (ribelle, totalmente in preda agli ormoni), seconda figlia Maddy (genio super intelligente, perciò nerd, perciò sempre sola) e... terza figlia Zoe (a causa sua il padre finisce in prigione). 5 anni dopo Elizabeth viene selezionata per andare a Terra Nova con i suoi figli. Il tempo di organizzare la fuga rocambolesca dalla prigione al marito, infilare la figlia terzogenita in uno zainone e poi via, nel passato, dove tutto sembra bello e perfetto... o quasi.

Considerazioni, fatte a caso.
-Il rimedio alla sovrappopolazione è la famiglia composta da 4 elementi? Saranno contenti di saperlo in Cina.
-Jim resiste 5 anni in una lurida cella, praticamente senza ossigeno. Però quando scappa (è intuitivo, non ci fanno vedere come fa, forse con un mini-laser e una mazzetta al guardiano) ha sempre un bel fisico atletico. Beato lui.
-Se nessuno è mai tornato indietro (mi pare di aver capito così) come si fa a sapere cosa c'è davvero dall'altra parte? E come fanno i "pellegrini del tempo" a richiedere il necessario per la sopravvivenza, se non possono comunicare con il futuro? Mistero.
-Su problemi relativi a ossigenazione, insetti, malattie, piante del Cretaceo evito di parlarne, non ne so abbastanza. Di sicuro non è come farsi una scampagnata nel bosco.
-Se sei cresciuto a Terra Nova dovresti sapere come ci si comporta di fronte ad un dinosauro: non ti metti a correre urlando.
-Se fossi stata Spielberg e avessi speso 20 milioni di dollari per il pilot, forse mi sarei letta meglio la sceneggiatura.

In ogni caso, se avete amato Avatar e non vi siete mai posti i problemi relativi al viaggiare nel tempo, allora è la serie che fa per voi, a me personalmente è sembrata una:

Giudizio Sintetico&Ponderato: CAGATA PAZZESCA





Come la vede Lapo

Le risorse sulla terra sono praticamente scomparse, ma nello spazio il lussureggiante pianeta Pandora, abitato da indigeni blu e simil dinosauri... Ah! No! Scusate...

Le risorse sulla terra sono praticamente scomparse, ma grazie ad una frattura temporale causata da un'esperimento atomico si può accedere al lussureggiante pianeta Terra, più giovane di 85 milioni di anni ed abitato dai dinosauri.

Il vero colpo di GENIO arriva adesso: il militare a capo dell'insediamento dei coloni altri non è che il Colonnello Miles Quaritch di Avatar che per l'occasione si è fatto crescere una bella barba bianca e si fa chiamare Nathaniel Taylor.
Gli sceneggiatori puntano molto sul concetto di "Terra Nova, Vita Nova" e quindi il colonnello Quar...EHM! Taylor viene subito dipinto come una persona di ampie vedute, pur essendo un militare cazzuto e ci fa anche un bel pippone motivazionale dicendo che il futuro sta morendo perché la razza umana, cedendo ai suoi bassi istinti, si è condannata da sola.

Quale modo migliore di insistere sul "Terra Nova, Vita Nova" che incentrare la prima puntata su 4 ragazzini sedicenni che, prendendo un veicolo in "prestito", si dileguano dalla colonia per andare a sbronzarsi con alcolici fatti in casa?
Inutile dire che i ragazzini in questione, nonostante sostengano di essere sempre fuori dalla colonia a spassarsela, stiano spaparanzati nella zona di caccia dei temibili Slasher che cacciano anche in branchi di 20 esemplari!!!
Il casino è servito e qui sarebbe davvero servito il colonnello Quaritch che li avrebbe o lasciati morire o fucilati sul posto una volta trovati; putroppo questo Quaritch in versione Babbo Natale nemmeno riesce a strigliarli a modino.

Alla fine del pilot vengono suggerite svariate sottotrame che dovrebbero motivarci a continuare a vedere la serie ed i nodi vengono al pettine:
Ci sono i dinosauri, ma non sono i protagonisti principali.
Background spiegato male/insulso.
Possibilità degli sceneggiatori di far lacchezzi con lo spazio/tempo per giustificare qualsiasi cagata venga loro in mente.
NESSUN personaggio accattivante.
La solita minestra con babbo+mamma+3figli, ma nella "preistoria" con equipaggiamenti futuristici a tratti (per tagliare i rampicanti si usa il machete).

Insomma, se la frattura temporale fosse nata perché Godzilla voleva andare a trovare gli zii nel Mesozoico la serie avrebbe avuto almeno più carattere.

Giudizio Sintetico&Ponderato: CAGATA PAZZESCA

domenica 31 luglio 2011

La Leggenda del cercatore di spade... dice

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Puntate viste: s01e01-02

Come la vede Lapo

La serie è tratta dal ciclo de "La spada della verità" di Terry Goodkind che con buona pace della mia biblioteca non ho mai letto.
Saltando quindi a piè pari i commenti sull'adattamento andiamo a considerare la serie per quel che è; certo, sapendo che Goodking vende e vende bene da anni non mi aspetto una chiavica.

Si parte subito con una temibile barriera INVALICABILE che viene valicata, col cavaliere cattivo che va diritto dal governante del posto oltre la barriera INVALICABILE che si mette a pgrecomezzi solo perchè lui è il cavaliere cattivo del SUPERCATTIVISSIMO che sta al di là della barriera INVALICABILE e con un fratello maggiore che inizia di punto in bianco ad odiare a morte il fratello minore perchè il padre in punto di morte ha confessato dopo anni che è un trovatello.
L'ho detto, vero, che la barriera era INVALICABILE?!?!?!?!?
Il presunto eroe della serie è il suddetto fratello minore che stranamente è il prescelto troppo giovane, troppo scemo e troppo coraggiosamente stupido per non morire tempo 5 nanosecondi, ma ad interrompere la degna conclusione di questa triste vicenda ci pensano nostro malgrado un barbone/mago in incognito (Gandalf anyone?) e la solita cazzo di spada magggica.
Aggiungo solo per titolo di cronaca che gli attori latrano e che wikipedia mi dice che l'adattamento dai libri di Goodkind non è propriamente pedissequo (loosely per gli angolfoni).
Volendo posso andare oltre perchè, sebbene orrorificato dalla prima puntata, abbiamo visto la seconda sperando che la serie decollasse; ne avrei un'altra sulla barriera INVALICABILE, ma lascio perdere...

Giudizio Sintetico&Ponderato: UNA MERDA


Come la vede Chiara

Non ho molto da aggiungere al commento di Lapo. La serie è prodotta da Sam Raimi e Robert Tapert (creatori di Xena, Hercules e Spartacus) che non sempre sono stati sinonimo di qualità, ma almeno ci hanno fatto tanto divertire. Qui ci si poteva aspettare un qualcosina in più, sia a livello di recitazione che di storia in generale, perchè a me è sembrato un pout-pourri d'incongruenze girate male. Con tutto l'amore che posso avere per il fantasy...

Giudizio Sintetico&Ponderato: Chiavica





venerdì 22 luglio 2011

True blood


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Puntate viste: s01e01-12 e s02e01-12 e s03e01-12 e s04e01-04 (in corso)

Come la vede Chiara

Ho atteso quasi un anno per vedere la nuova stagione di questo telefilm che esce solo in estate, e tanta attesa non ha deluso le mie aspettative. Sarebbe stato impossibile tra l'altro, perchè qualsiasi cosa venga fatta in True blood, anche la più folle e senza senso, a me va bene.

E di cose senza senso il telefilm è pieno. Senza spoilerare troppo qui si parla di vampiri: non di quelli belli-impossibili che sbrilluccicano al sole, ma di quelli che vogliono solo due cose: sangue e sesso. Perchè il sesso? Perchè la serie, come Sex&the city e Game of Thrones, è prodotta dalla HBO che per vendere via cavo infarcisce ogni puntata di quanto più sesso possibile senza toglier nulla all'andamento della storia. Sesso tappabuchi, lo chiamo io. Per Lapo sono bastati i primi 10 minuti per bollare questa serie come "porno coi vampiri". Superate le scene forti rimane però la curiosità, anche perchè i personaggi sono davvero accattivanti. Tratto dai romanzi di Charlaine Harris, il telefilm è incentrato sulle avventure della cameriera Sookie Stackhouse -e già da qui si capiscono tante cose- e dell'incontro con il tenebroso vampiro Bill (il nome sarà anche ridicolo, ma alla fine della prima serie Bill-Stephen Moyer era convolato a nozze vere con Sookie-Anna Paquin: perciò rispetto!). Intorno ai protagonisti si muovono i loro amici/parenti/nemici con varie sottotrame tutte succosissime.

Tuttavia sarò obbiettiva: per scrivere 4 serie gli sceneggiatori sembra abbiano pescato a caso in un libro di miti dal mondo, senza sapere esattamente cosa ne sarebbe uscito fuori, almeno questa è questa l'impressione fatta a me. Ma come ho detto all'inizio la trama in sé non ha molta importanza: io mi berrò lo stesso True Blood, fino all'ultima goccia.

Giudizio Sintetico&Ponderato: Figata


Come la vede Lapo


Ho visto solo le prime due puntate e come ha già detto Chiara per me è semplicemente un porno HBO coi vampiri. L'unica idea che ho trovato carina è il vampiro Bill, peccato che lo stesso vampiro (che dovrebbe avere un 100 e qualcosa anni ed ha fatto pure la guerra) finisce subito subito aggredito come un coglionazzo qualunque nel parcheggio di un locale che ha scritto sopra l'insegna "attenti agli sbandati che potrebbero aggredirvi nel parcheggio buio e senza testimoni".
Complimenti alla creatura della notte Bill!
Attendendo che la Digital Playground esca con un capolavoro sui vampiri degno della serie sui pirati questo True Blood si prende un bel

Giudizio Sintetico&Ponderato: Chiavica